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Normopeso, sovrappeso, obesità, sottopeso

Relazione circonferenze vita / fianchiSul peso corporeo esistono innumerevoli pareri, ma di scientificamente provato esiste poco. Nella nostra cultura vige l'ideale estetico dell'essere snello. Questo è spesso giustificato con la formula sport = snello = sano. I termini "normo- sovra- sottopeso" sono quindi abitualmente usati secondo ideali culturali e non secondo un evidente criterio di mortalità.

Dal punto di vista medico, in relazione al peso e al livello di esperienza, ci sono pochi dati consolidati (e ancora meno per quanto riguarda studi scientifici in merito): il peso viene valutato secondo i seguenti dati biometrici:

 

 

  • La circonferenza di vita più grande della circonferenza dei fianchi fa supporre un problema di sovrappeso (grasso addominale) o sottopeso (liquido addominale) e indipendentemente dal IMC (BMI), questo è assolutamente da chiarire perché a rischio.
  • sbalzi di peso corporeo in eccesso in adulti (riempimento e/o proliferazione lipociti ?) o in difetto (svuotamento e/o deperimento di lipociti ?) di ca.il 5% in un anno richiedono un approfondimento sulle cause, spesso patologiche; indipendentemente dal IMC (BMI).

 

  • Sbalzi di peso normali e patologici
  • La statura incide evidentemente in primo luogo sul peso, ma non in modo determinante: l'ambito di "normalità" (mortalità indifferente) è abbastanza vasta. Fino alla fine degli anni 80 (dal punto di vista biometrico) con la Formula di Broca, si è considerata la statura: Peso normale per donne = STATURAcm-100 (-10% ... + 10%).

Esempio: 167cm-100 = 67 (- 6.7 ... + 6.7) = 60 ... 74 kg. Oggigiorno si usa l'indice di massa corporea IMC (BMI) a questo scopo: IMCkg/m2 = PESOkg / STATURAm * STATURAm, che rispetta meglio le stature al di fuori della media.

  • indici di massa corporea IMC (BMI) troppo bassi fanno aumentare i rischi riguardo malattie degenerative e tumorali.
  • indici di massa corporea troppo alti fanno aumentare il rischio riguardo malattie cardiovascolari.

 

Indice di massa corporeaI "dietisti" non terranno mai conto di dati biometrici statura/peso (attualmente e dopo 20 anni sono in corso delle discussioni sull'IMC), perché in realtà il "normale" ha una grande varietà, mentre loro cercano un ideale restrittivo.

I limiti di aumentati rischi (secondo statistiche di assicurazioni vita) sono riportati nelle immagini a fianco .

Entro questi limiti (circonferenza, sbalzi e IMC senza sospetti), dal punto di vista medico si parla di normopeso (perché la mortalità è minima), che come si vede ha notevoli escursioni di valori.

 

 

Esempio di normopesi

  • Donna di 50 anni, statura 1.67: Normopeso = 1.67*1.67*22= 61 kg fino a 1.67* 1.67*29= 81 kg se anche circonferenze e sbalzi di peso si trovano nella normalità.
  • Uomo di 50 anni, statura 1.76: Normopeso = 1.76*1.76*22= 68 kg fino a 1.76* 1.76*27= 84 kg se anche circonferenze e sbalzi di peso si trovano nella normalità.

Questi dati biometrici indicano che la regolazione della somministrazione di alimenti tramite l'appetito ha sempre funzionato e funziona probabilmente a regola d'arte. Per bambini, adolescenti e reconvalescenti (crescità) i dati sono diversi.

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Sottopeso

A livello sanitario essere "sottopeso" (IMC < 17.5) è critico, perché c'è un forte sospetto di:

  • anoressia o ortoressia, malattie mentali (provenienti di iperproduzione endorfinica) che finiscono spesso in modo letale per cachessia. Oppure ci sono problemi di:
  • deperimento organico patologico o di
  • tossicodipendenza: cocaina, morfina, anfetamina, alcol, che sfasano la percezione dell'appetito come regolatore del peso corporeo.

Dopo aver chiarito le cause, occorrono interventi medici / psichiatrici.

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Obesità

L'obesità non è definita in modo uniforme. Sono comunque più importante il fattore circonferenziale (> 1.1) e gli sbalzi di peso (>+10% all'anno) dell'IMC. Secondo le tabelle di mortalità per adulti, i seguenti valori IMC sono ritenuti come limite all'obesità:

  • in donne: IMC > 36
  • in uomini: IMC > 32

aumenta la mortalità. L'obesità è meno letale del sottopeso, ma va tenuta sotto controllo. Dopo aver chiarito le cause, si tenta di modificare le condizioni psicosociali e di mantenere il peso attuale, cosa che con gli anni abbassa il rischio cardiovascolare.

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Diete restrittive e cure dimagranti

Percorso di cure dimagrantiIl tentativo di cambiare a lungo termine l'indice di massa corporea non ha senso: biologicamente il raggiunto è raggiunto (quantità di cellule lipidiche). La quantità di cellule adipose non diminuisce, cambia solo il loro riempimento. Diete dimagranti, a livello sanitario, sono controindicate, perché causano un ulteriore aumento di peso (riscontrabile dopo 2 o 3 anni). Questo perché in stati di fame prolungata, le cellule lipidiche prolificano, per essere preparato meglio alla prossima "carestia".

Un altro effetto (più spontaneo) riguardo le diete salutistiche e ortoressiche è che se non ci si alimenta secondo l'appetito ( pulsione basilare di autoconservazione che mantiene il peso), ma secondo concetti "razionali", immancabilmente cominciano a mancare l'una o l'altra delle ca. 50 sostanze essenziali. Anche questo stimola l'appetito in continuazione, con il risultato, che alla fine ci si nutre abitualmente in modo ipercalorico e evidentemente il peso aumenta; più di 5% l'anno. E poi si diventa obesi. Nota: Le cure dimagranti rendono obesi chi ha pulsioni di autoconservazione intatti !

Altri invece, con la volontà ferrea o con poca spinta di autoconservazione, ignorano primo l'appetito e poi anche la fame. Dopo un certo tempo, questo mette in moto un altro meccanismo regolativo: vengono sintetizzati dei neurotrasmettitori che sopprimono la fame: delle endorfine (oppioidi endogeni) che dopo un certo tempo rendono tossicodipendenti (come stupefacenti esogeni). Il risultato è l'anoressia. Nota: Le cure dimagranti rendono anoressici chi ha pulsioni di autoconservazione deboli !

 

Variazioni di peso e mortalitàSecondo uno studio epidemiologico prospettivo, ogni perdità di peso, volontaria o involontaria, per persone grasse o magre, a lungo termine è lesionistico. Lo dimostra uno studio del 1998 pubblicato nel American Journal of Epidemiology. Il che conferma il vecchio detto popolare, che un uomo sano nel percorso degli anni debba aumentare il suo peso.

Per il grande, potente e moderno mercato di diete e cure dimagranti invece, normopeso, sovrappeso e sottopeso vengono definiti aleatoriamente e senza criterio di evidenza.

Per giustificare queste speculazioni, vengono fatte (tra altro) strane misure di grasso (bilance impedenzometriche), che determinano indicativamente il grasso bruno sotto il palmo dei piedi, ma non il critico grasso bianco addominale. Altri metodi adottano avventurosi calcoli estrapolativi per determinare aliquote per lipidi, muscoli e acqua.

Al momento sono di moda i criteri di massa grassa e di massa magra. Alla fine viene definito un peso forma "ideale", completamente "mistico" e privo di ogni fondamento razionale.

In base a queste argomentazioni vengono poi proposte delle diete e cure dimagranti, restrittive e meno, che hanno tutte l'effetto di aumentare il peso (vedi Lancet) per proliferazione di lipociti, e in casi estremi sono lesionistici (sbalzi di peso > 5% per anno) per malnutrizione.

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