Calcio nella dieta

Calcio nella dieta

È il minerale che ha una presenza maggiore nell'organismo. Interviene nella formazione delle ossa e dei denti (ne contengono circa il 99% del totale), nell'attività ritmica del cuore, nella coagulazione del sangue, nel metabolismo del ferro, nell'attività di alcuni sistemi enzimatici, nella produzione del latte dopo il parto. Entra nel meccanismo di moltiplicazione e differenziazione cellulare, nella permeabilità della membrana, nell'equilibrio acido-base dei fluidi corporei. Garantisce la trasmissione degli impulsi nervosi, la contrattilità dei muscoli ed à un calmante del sistema nervoso.

Viene assimilato nell'intestino tenue circa il 35% del calcio presente nella dieta. L'assorbimento del calcio diminuisce quando il rapporto fosforo-calcio è eccessivamente alto, mentre è favorito dalla ottimale presenza del fosforo, magnesio, vitamina A e D (la vitamina D è anche definita "calciofissatrice").

Il calcio viene eliminato con le feci, l'urina e il sudore. L'attivitą fisica favorisce il metabolismo osseo del calcio.

La carenza porta a decalcificazione ossea (osteomalacia, osteoporosi), al rallentamento della crescita, all'ipereccitabilità muscolare e convulsioni, crampi muscolari, ipertensione.

L'eccesso, derivante soprattutto da errata somministrazione di vitamina D e può determinare patologie renali come la calcolosi e la nefrocalcinosi.

La necessità giornaliera dell'adulto si aggira intorno agli 800-1000 mg.

Fonti Naturali

Latte e derivati, radici, cavoli, verdure e frutta in genere, cipolle, legumi secchi, noci, acqua. In modesta quantità è presente nelle carni e pesci.

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